6/6/2002
Il comfort
termico delle strutture di legno
Sono molti i motivi per i quali conviene dotare gli edifici, in particolare quelli
adibiti a residenze, scuole e uffici, di un comfort termico ottimale. Oltre alle
considerazioni di tipo energetico, fondamentali quando si parla di edilizia sostenibile,
è utile sottolineare la grande importanza della qualità dell'edificio ai fini della sua
abitabilità e quindi della possibilità che esso sia fruito più a lungo, con un
differimento nel tempo delle esigenze di adeguamento che, spesso, comportano dei costi
economici enormemente superiori ai costi necessari per raggiungere gli stessi risultati in
sede di costruzione. I prodotti a base di legno, per le loro doti di versatilità e per
l'affidabilità che sono in grado di garantire offrono notevoli opportunità nell'ambito
della progettazione e realizzazione di edifici con comfort termoacustico ottimale. La
confidenza di un progettista nel materiale che sceglie deriva dalle informazioni che ha
ricevuto e dall'esperienza che ha accumulato, e per i prodotti a base di legno si stanno
rapidamente colmando, anche in Italia, le lacune esistenti a livello formativo e
normativo. Per questo motivo BolognaFiere, nell'ambito del Saie 2002, ha organizzato un Focus
Tecnologico: Strutture di Legno. Esso consiste di:
· una mostra di modelli in scala reale che presentano le soluzioni tecniche tradizionali
e le più recenti innovazioni;
· un libro dal titolo "Strutture di legno, per un'edilizia sostenibile" che
andrà ad arricchire la collana dei Manuali Tecnici per l'Edilizia del Sole24Ore
· un convegno sul tema delle strutture di legno per l'edilizia sostenibile.
Con il termine "isolamento termico" si intendono tutte gli
accorgimenti riguardanti il rivestimento dell'edificio, al fine di ottenere nei locali una
temperatura confortevole per l'uomo. L'isolamento termico è innanzitutto una delle
principali "fonti di energia", infatti consente di ridurre il consumo per il
riscaldamento ed il condizionamento degli edifici, e quindi di risparmiare materie prime
ed evitare l'emissione di inquinanti in atmosfera.
Negli edifici di nuova costruzione il fabbisogno di energia può essere ridotto fino a un
quarto di quello degli edifici esistenti. E' comunque possibile intervenire negli edifici
esistenti, con adeguati lavori di coibentazione.
L'isolamento termico equilibrato crea un clima salubre all'interno degli ambienti.
Il benessere fisico delle persone dipende da una serie di fattori, che possono essere
migliorati in misura determinante attraverso un isolamento termico ottimale. L'insieme dei
fattori che costituiscono l'aspetto termico della qualità del luogo in cui si abita o si
lavora può essere definito comfort termico (Figura 1) ed è legato anche alla
natura dei materiali isolanti utilizzati: nel caso del legno, la bassa conducibilità e
l'elevata inerzia termica.
E' possibile intervenire, attraverso misure di architettura e impiantistica adeguate, su
alcuni parametri che incidono sul comfort termico, come per esempio la temperatura
dell'aria, che deve essere mantenuta tra 18-23°C, la velocità dell'aria, inferiore a 0,2
m/s. Altri fattori sono la temperatura media di irradiamento delle superfici di
rivestimento, l'umidità dell'aria, il tipo di attività svolta dalle persone,
l'abbigliamento.

Figura 1 - Comfort termico durante lo svolgimento di un'attività sedentaria.
I due fattori principali del comfort termico, influenzati direttamente dall'isolamento
termico, sono la temperatura dell'aria e la temperatura di irradiamento. La
temperatura dell'aria ottimale e/o desiderata all'interno di un edificio viene garantita
dal riscaldamento. La temperatura media di irradiamento all'interno di un edificio dipende
dalle temperature delle superfici degli elementi strutturali. L'isolamento ottimale di un
edificio consente di risparmiare energia per il riscaldamento grazie alla riduzione della
dispersione di calore attraverso le pareti esterne. Consente inoltre l'abbassamento delle
temperature dell'aria ambiente, ottenendo un notevole risparmio sulle spese di
riscaldamento. Infatti, è stato calcolato che il calo di temperatura ambiente di un grado
consente un risparmio del 6% sulle spese di riscaldamento.
Un altro parametro fondamentale per il benessere all'interno degli edifici è costituito
dalla qualità dell'aria che circola all'interno di un ambiente, da mantenere
attraverso un ricambio regolare (20-60 m3/ora, in funzione
dell'attività svolta). L'aerazione degli ambienti comporta necessariamente una
dispersione di energia, che può essere ridotta al minimo aerando correttamente.
La capacità di assorbimento delle superfici delle pareti incide sul comfort di un
ambiente ancora più che il ricambio d'aria. Essa è definita come la capacità di una
parete di assorbire e di recedere l'umidità dell'aria di un ambiente. Un materiale
igroscopico assorbe velocemente e cede lentamente l'umidità prodotta nell'ambiente per
esempio nel bagno oppure in cucina (Figura 3.7.2).

Figura 2 - Variazione dell'umidità relativa dell'aria in ambienti di uguali
dimensioni, con superfici interne differenti. Lo strato interno in legno assorbe
decisamente meglio l'umidità, rispetto ad uno strato costituito da intonaco di calce.
I costi di un isolamento termico insufficiente spesso vengono sottovalutati. I costi
del materiale isolante e della relativa applicazione spesso non dicono molto, in quanto
l'isolamento consente una riduzione dei costi su altri fronti. I vantaggi di un isolamento
termico non possono essere espressi soltanto in termini di denaro, in quanto un maggiore
comfort dovuto a pareti più calde o una riduzione dell'inquinamento di sostanze nocive
sono, allo stato attuale, difficilmente quantificabili.
Nella progettazione di un edificio, la scelta dell'isolamento presume una conoscenza
orientativa dei fondamenti della fisica applicata all'edilizia:
La capacità d'accumulo del calore di un materiale da costruzione viene definito
attraverso la sua capacità termica specifica c (J/kgK). Quanto maggiore sarà c,
tanto più il materiale sarà in grado di accumulare calore. La capacità termica c indica
la quantità di calore necessaria per riscaldare la massa di 1kg di un determinato
materiale di 1 K (grado Kelvin), senza che il materiale alteri il proprio stato di
aggregazione (ovvero si sciolga oppure si evapori).
La conduttività termica l (W/mK) è la capacità di un materiale di condurre
calore. Il coefficiente l indica la quantità di calore che fluisce attraverso 1 m2
di materiale dello spessore di 1 m, con una differenza di temperatura tra interno ed
esterno di 1 K. I materiali isolanti sono caratterizzati da un coefficiente l minore di
0,1W/mK.
La trasmittanza U (W/m2K) (coefficiente di trasmissione termica globale)
indica il flusso di calore che viene ceduto dall'ambiente interno all'aria esterna
attraverso una superficie di 1mq e con una differenza di temperatura di 1K, viene riferito
ad uno stato stazionario ovvero a temperature interne ed esterne costanti. Quanto minore
è il coefficiente U di un determinato elemento strutturale, tanto migliore risulterà
l'isolamento e tanto minori risulteranno le dispersioni termiche. La trasmittanza U (W/m2K),
può essere calcolata con la formula:
in cui:
di = spessore di ogni strato (m);
li = conduttività termica dello strato (W/mK);
ai = convezione termica naturale sul lato interno;
ae = convezione termica naturale sul lato esterno.
Si riassumono nella tabella seguente i coefficienti di conduttività termica di alcuni
materiali.
Materiali da costruzione |
Legno |
Mattone pieno |
Mattone forato |
Cls armato |
Intonaco isolante |
Isolanti in generale |
Conduttività termica l (W/mK) |
0,14 ÷ 0,16 |
0,7 |
0,2 ÷ 0,25 |
2,3 |
0,09 ÷ 0,13 |
0,03 ÷ 0,04 |
Tabella 1 - Coefficienti di conduttività termica di alcuni materiali.
Le somme delle convezioni termiche naturali sui lati esterno e interno per alcune situazioni ricorrenti sono riportate nella tabella 2.
Elemento |
Parete esterna non ventilata |
Tetto freddo, parete ventilata |
Ambiente verso sottotetto non riscaldato |
Scantinato riscaldato verso il terreno |
Convezioni termiche naturali ai + ae (W/m2K) |
0,17 |
0,21 |
0,25 |
0,12 |
Tabella 2 - Somme delle convezioni termiche naturali sui lati esterno e interno per alcune situazioni ricorrenti.
La resistenza di un materiale alla diffusione del vapore µ (m) corrisponde allo spessore in m dello strato d'aria che oppone alla diffusione del vapore la stessa resistenza di 1m di materiale. La diffusione del vapore acqueo attraverso gli elementi strutturali, provocata dalla presenza di una differenza di pressione di tale vapore acqueo tra gli ambienti interni ed esterni, può determinare la formazione di condensa all'interno degli elementi strutturali stessi. A seconda del materiale e dello spessore dello strato, il trasporto di vapore acqueo all'interno dell'elemento strutturale viene contrastato con l'opposizione di una resistenza alla diffusione (barriere al vapore). Il posizionamento delle barriere al vapore è molto importante: devono essere disposte sempre all'interno del livello del punto di rugiada, in modo che sia difficilmente raggiungibile dal vapore acqueo. La temperatura del punto di rugiada è la temperatura in cui l'aria raggiunge la saturazione con un determinato contenuto d'acqua ed un eventuale raffreddamento provoca la separazione dell'acqua.
Nella tabella seguente si riporta una classificazione della resistenza alla diffusione
del vapore acqueo dei materiali da costruzione.
Tipo |
Molto permeabile |
Ritardante |
Barriera al vapore |
µ(m) |
0 - 50 |
50 - 500 |
500 - : |
Tabella 3 - Classificazione della resistenza alla diffusione del vapore acqueo dei materiali da costruzione.
La tenuta all'aria e al vento è un altro fattore importante per raggiungere i
livelli di risparmio energetico calcolati. Infatti, in costruzioni non perfettamente
stagne, si ha una dispersione di calore dovuta ad un ricambio d'aria incontrollato; in
inverno si verifica una fuoriuscita dell'aria calda. Le perdite per aerazione, oltre a
dipendere dalle abitudini di aerazione dell'inquilino, sono dovute alla presenza di
fessurazioni sulla superficie di rivestimento dell'edificio. Per l'isolamento termico
degli edifici è quindi fondamentale lo studio dei particolari costruttivi: non devono,
infatti, essere presenti ponti termici, che comportano, oltre alla dispersione di
calore, anche altri inconvenienti come la formazione di muffe. Nella costruzione di un
edificio ex-novo, occorre prevedere un isolamento continuo sull'intero involucro. In estate
il calore proveniente dall'esterno può causare all'interno dei locali un clima
sgradevole; in parte per le radiazioni solari, in parte per l'elevata temperatura esterna.
Il riscaldamento dell'aria dei locali è determinato dai seguenti fattori:
· grado di passaggio dell'energia complessiva attraverso i vetri;
· grandezza e orientamento delle finestre;
· protezione delle finestre dal sole;
· possibilità di ventilazione del locale;
· capacità di accumulo termico delle componenti interne.
Nei giorni a forte irraggiamento, come conseguenza delle oscillazioni di temperatura nelle
24 ore, si muove un'onda di calore che passa attraverso le pareti esterne verso l'interno.
La capacità di accumulo termico delle pareti e delle componenti interne
dell'edificio influisce fortemente sulla temperatura del locale. Infatti, nel passaggio,
l'ampiezza dell'onda diminuisce e si sfasa dal punto di vista temporale. La temperatura
dell'aria interna varia allo stesso modo della temperatura della superficie interna della
parete esterna dell'edificio. Viene definita la variazione di ampiezza della temperatura
(TAV) e lo sfasamento f. come in Figura 3. Tanto minore è il TAV, tanto migliori saranno
le condizioni climatiche all'interno del locale.
Figura 3 - Relazione d'ampiezza della temperatura e sfasamento dell'onda termica.
Nelle strutture di legno i tetti ventilati sono preferibili essenzialmente per
due motivi: per portare all'esterno l'umidità impedendo la formazione di condensazione e
per ricondurre all'esterno l'energia termica d'irraggiamento sul tetto. L'efficacia della
ventilazione dipende dalla velocità della corrente d'aria all'interno della cavità.
L'isolamento termico, nella realizzazione di un tetto inclinato, può essere inserito
sopra i puntoni (Figura 4), tra i puntoni (Figura 5) oppure sotto i puntoni. Nel primo
caso, l'altezza dello spazio ventilato è minore, con il rischio di non permettere una
ventilazione sufficiente. Un altro inconveniente è dovuto al fatto che la barriera al
vapore viene interrotta in corrispondenza del puntone. Nel secondo caso, il tetto è
caratterizzato da un'altezza minore, l'unico inconveniente è costituito dal puntone, in
corrispondenza del quale si ha un ponte termico. Anche la parete può essere ventilata
(Figura 6). La tabella 4 riassume le caratteristiche delle soluzioni illustrate.

Figura 4 - Tetto caldo, con puntoni a vista.
Figura 5 - Tetto freddo, con puntoni nascosti sopra il rivestimento.

Figura 6 - Parete esterna ventilata.
Peso (kg/m2) |
Potere fonoisolante (dB) |
Smorzamento dell'ampiezza della temperatura, TAV |
Resistenza alla passaggio termico (m2 K/W) |
Coefficiente di trasmissione termica (W/m2K) |
Classe di resistenza al fuoco |
|
Copertura in tegole in laterizio con incastro |
73 |
47 |
0.26 |
2.75 |
0.34 |
R30 |
Copertura in zona calda, con puntoni a vista |
98 |
48 |
0.08 |
2.46 |
0.37 |
R30 |
Parete esterna ventilata |
42 |
39 |
0.17 |
2.14 |
0.46 |
R30 |
Tabella 4 - Principali caratteristiche tecniche delle tipologie di tetto e parete delle Figure 3.7.4-6.
Nelle applicazioni esterne, la protezione degli elementi lignei contro le infiltrazioni d'acqua deve essere realizzata con delle membrane traspiranti, che costituiscono un'efficace barriera contro le infiltrazioni d'acqua liquida e nel contempo consentono l'evacuazione del vapore.
Nella scelta dell'isolante termico per un edificio progettato con criteri di
sostenibilità, occorre considerare principalmente tre caratteristiche:
· la conduttività termica (l),
· la permeabilità al vapore (µ)
e
· l'ecocompatibilità.
I primi due aspetti sono certamente noti al progettista, invece per l'ultimo aspetto è
necessario considerare le problematiche legate alla preparazione delle materie prime
utilizzate, al dispendio di energia necessario per la produzione e il trasporto, gli
effetti provocati sulla salute da un eventuale rilascio di gas o dal distacco di fibre.
Nella costruzione di un edificio possono essere utilizzati diversi materiali isolanti, la
cui scelta dipende strettamente dall'uso per cui sono destinati, dal tipo di costruzione e
dalle preferenze dei committenti. Fra i materiali isolanti più comuni, si possono citare
il polistirolo espanso (EPS), il polistirolo estruso (XPS), la lana di vetro e di roccia,
i pannelli isolanti in fibra di legno, il sughero, i pannelli di materiale isolante
minerale, il poliuretano (PUR), la cellulosa soffiata, la lana di pecora, il vetro
cellulare, il cotone, la perlite soffiata.
Alcuni cenni sugli isolanti a base di legno:
I pannelli isolanti in fibra di legno vengono generalmente realizzati con legno di
abete rosso o di pino, la materia prima è costituita da residui di segheria, operazioni
selvicolturali ecc
. Questi pannelli vengono utilizzati in diverse applicazioni, sia
interne che esterne dell'edificio, per le buone caratteristiche termoisolanti e la
maggiore capacità di accumulo del calore rispetto ad altri materiali. Sono inoltre
pienamente conformi ai requisiti richiesti per un prodotto ecologico e rappresentano
pertanto una valida alternativa ai materiali isolanti in plastica o in fibra minerale.
Il sughero si ricava dalla corteccia della quercia da sughero, coltivata
principalmente in Portogallo, Spagna e Africa nord-occidentale. I pannelli isolanti in
sughero vengono prodotti in versione espansa o granulare, senza aggiunta di altre
sostanze. Sono materiali con un buon coefficiente di isolamento termico e con un'elevata
capacità di accumulo di calore (circa dieci volte maggiore rispetto al materiale isolante
in fibre minerali).
La cellulosa soffiata è poco diffusa in Italia, ma trova larga applicazione in
Nordamerica, Germania ed Austria, dove operano vari applicatori specializzati. Ha buone
caratteristiche tecniche ed un rapporto costo/qualità favorevole.
La Tabella 5 riassume le caratteristiche dei diversi tipi di isolante.
Figura 7 - Isolanti naturali in fibra di legno. Pannello di fibra a bassa densità (a
sinistra); pannello in sughero espanso (al centro); isolante in cellulosa soffiata (a
destra).

Figura 8 - Base antartica. I prodotti a base di legno offrono un ottima coibentazione a
tutte le latitudini (foto: sips.org).
Materiale |
l (W/mK) |
µ (m) |
Vantaggi |
Svantaggi |
PS Estruso |
0,028-0,032 |
100-200 |
Ottima
coibentazione |
·
Collassa ed emette fumi densi in caso di incendio; |
Lane Minerali |
0,04 |
1-2 |
|
·
Molto sensibili alla umidità (l varia molto); |
Sughero |
|
1,5-30 |
·
Buona coibentazione e permeabilità; |
|
Fibra di Legno |
0,04-0,05 |
4-9 |
·
Buona coibentazione e permeabilità; |
· Mediamente sensibile all'umidità (l varia) |
PU Espanso |
0,025-0,030 |
30-infinito |
· Ottimo isolamento. |
·
Estremamente sensibile alla umidità (richiede barriera al vapore); |
Cellulosa |
|
1-2 |
·
Ottimo isolamento termico e acustico; |
· Necessità di maschere parapolvere durante ll'applicazione |
Tabella 5 - Caratteristiche dei diversi tipi di isolante.
di Paolo Lavisci